Report visita al Bunker Soratte

Report visita al Bunker Soratte

24 Febbraio 2025 di A.M.E.R.

Sabato 15 febbraio, insieme a numerosi soci, abbiamo passato una piacevole giornata al bunker Soratte nel comune di Sant’Oreste, paese a circa un’ora da Roma.

Dopo esserci lasciati alle spalle una mattinata fredda e ventosa, siamo entrati nel cuore della montagna percorsa da oltre 4 km di gallerie, nate inizialmente come rifugio antiaereo durante il fascismo nel periodo precedente la seconda guerra mondiale e poi come punto di comando della Wehrmacht del generale Kesserling dopo l’8 settembre del 1943. Il sito conosciuto dagli alleati fu attaccato e bombardato a più riprese senza risultati tangibili.

Dopo la guerra, le gallerie furono utilizzate per un decennio come polveriera, e successivamente hanno visto una nuova fase di sviluppo come rifugio antiatomico negli anni 60-70, periodo della guerra fredda. Questa è forse la parte più originale del sito, in quanto, anche se il progetto non fu completato, mette chiaramente in evidenza le tecniche costruttive di uno dei progetti di ingegneria militare più complessi mai edificati in Italia e in Europa, ricordandoci le paure (mai sopite) legate a quegli anni difficili.

All’interno delle gallerie, ora di proprietà del Comune di Sant’Oreste che le hanno rese un museo storico diffuso con il progetto “Museo della memoria”, siamo stati accompagnati per circa due ore, da una preparata e appassionata guida dell’associazione che cura il sito, che ci ha raccontato episodi ed aneddoti legati alle varie figure avvicendatesi all’interno del bunker. L’Associazione si è molto impegnata nel recuperare oggetti d’epoca e nell’acquisire testimonianze dei compaesani di Sant’Oreste che lavorarono all’interno delle gallerie (hanno anche rimesso in funzione un trenino che ne percorre un tratto). Molto interessanti gli allestimenti creati con svariati materiali bellici, che rendono la passeggiata una vera immersione nel contesto storico legato alla seconda guerra mondiale e al periodo della guerra fredda.

Successivamente ci siamo recati a pranzo ad un agriturismo della zona, dove la giornata passata assieme si è felicemente conclusa attorno a due lunghe tavolate all’interno di un caratteristico locale. Piatti genuini e saporiti ci hanno ripagato della camminata e sono stati accompagnati da un servizio risultato attento ed accogliente.